ArcelorMittal chiude definitivamente gli altiforni di Florange

Lunedì 17 dicembre ArcelorMittal, la più grande azienda siderurgica del mondo, ha comunicato la sua decisione di non riaprire gli altiforni del suo stabilimento francese di Florange, fermi dal 2012, ma di continuare lo sviluppo della produzione di prodotti finiti.

Dopo uno studio approfondito del mercato e delle tecnologie disponibili (…) ArcelorMittal conferma di non voler rilanciare la produzione di acciaio liquido nello stabilimento di Florange,

ha affermato il gruppo in un comunicato ufficiale.

Nel contempo ArcelorMittal ha annunciato un investimento di 22 milioni di euro per questo polo produttivo, con l’obiettivo di rafforzare la capacità della seconda linea di zincatura. Alla fine del 2019 la capacità passerà da 600.000 a 800.000 tonnellate di acciai destinati perlopiù al mercato automobilistico.

La decisione è stata comunicata ai sindacati lunedì 17 dicembre pomeriggio, in un’apposita assemblea straordinaria.

L’ACCORDO NEL PERIODO HOLLANDE

Il gruppo aveva comunicato nel 2012 la decisione di fermare i due altiforni che producevano acciaio grezzo a Florange, sollevando proteste sindacali e politiche.

La chiusura della filiera produttiva di acciaio grezzo ha causato la perdita di 629 posti di lavoro (su un totale di 2.500 dipendenti).

Gli altiforni di Floranges erano diventati un emblema del quinquennio Hollande. L’ex-presidente francese, durante la candidatura alle elezioni, ha sostenuto gli operai che lottavano contro la chiusura nel febbraio 2012.

Hollande era stato attento e prudente, non aveva garantito la sopravvivenza degli altiforni, ma aveva promesso di fare tutto il possibile affinché la fabbrica “potesse svilupparsi e modernizzarsi”.

Dopo aver abbandonato l’idea di nazionalizzare il sito produttivo nel 2012, l’ex primo ministro francese Jean-Marc Ayrault aveva firmato un accordo con il colosso dell’acciaio. ArcellorMittal si impegnava a non effettuare licenziamenti e a investire 180 milioni di euro in cinque anni, conservando alcune linee di laminazione a freddo e per acciai rivestiti (per settore imballaggi e automotive).

Alla fine di questo periodo di tempo, doveva essere presa una decisione sul rilancio, o meno, della produzione di acciaio liquido a Florange. Il termine è scaduto lo scorso 30 novembre.

ArcelorMittal ha assicurato di aver rispettato i propri impegni, ha investito oltre 300 milioni di Euro. Delle 629 persone colpite dai tagli di personale 423 sono state riclassificate e 206 hanno raggiunto l’età pensionabile.

Per i sindacati, che incolpavano il governo di sostenere la strategia industriale a breve termine di Mittal, l’accordo è stato un fallimento.

ALCUNE INFO SULLO STABILIMENTO

L’acciaieria di Florange è un complesso siderurgico situato nella valle del fiume Fensch, dipartimento della Moselle, un’area del Nord-Est francese.

Si tratta di una zona produttiva molto antica, in cui la presenza di minerale ferroso ha consentito l’attività metallurgica probabilmente sin dall’epoca dei celti e dei romani.

L’impianto subì un grande cambiamento nel 1948, quando Wendel decise di organizzare la cooperativa Sollac. Nel 1997 Sollac diventa Usinor e nel 2002 gruppo Arcelor.

Lo stabilimento di Florange è sempre stato specializzato nella produzione di prodotti piani da colata continua.

Produce 2,6 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno ed è la terza più grande unità produttiva di ArcelorMittal in Francia.

Di seguito le tipologie dei prodotti:

  • Coils a caldo
  • Lamiere nere laminate a caldo
  • Lamiere zincate
  • Banda stagnata
  • Lamiere rivestite

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