Vaglio

Il vàglio è un apparecchio meccanico utilizzato per la separazione, in ordine di grossezza, di determinati materiali sciolti. Trova impiego nei lavori per le costruzioni civili e nei servizi ausiliari delle miniere.

Nelle costruzioni il vaglio realizza essenzialmente la classificazione volumetrica del materiale lapideo (sabbia, ghiaietto, ghiaia delle diverse dimensioni) che viene impiegato per la formazione delle malte e dei calcestruzzi; nelle miniere il vaglio serve specialmente per ottenere la cernita e la separazione del minerale dal materiale sterile.

Tali vagli si distinguono sostanzialmente nei tipi:

  • a tamburo, costituito da una superficie in lamiera forata, foggiata a tronco di cono, animata da un movimento di rotazione attorno al suo asse, leggermente inclinato sull’orizzontale
  • a scossa, costituito da un telaio rettangolare, portante una o due lamiere inclinate forate e sovrapposte, sospeso ai tiranti e sottoposto ad un movimento oscillatorio.

In agricoltura è specialmente usato il vaglio per la classificazione del grano, i cui chicchi, liberati nella trebbiatrice dai loro involucri e dalle altre impurità, vengono separati secondo la grossezza e avviati a distinte bocche d’insaccatura.

Il vibrovaglio è il vaglio di maggior rendimento; è costituito da un’intelaiatura montata su molle a spirale e sottoposta alle vibrazioni prodotte da un dispositivo meccanico ed eccentrico. Generalmente l’apparecchio, che comprende una o più reti metalliche sovrapposte, è sostenuto da una sospensione elastica per attenuare gli effetti delle vibrazioni sulle strutture circostanti.